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News KV63 6 April 2009

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mum_bed_thumbnailIl ministro della cultura egizano, Farouk Hosny, ha annunciato che, dopo alcune settimane di lavoro, i restauratori  coordinati da Amani Nashed sono riusciti a ricomporre i frammenti lignei rinvenuti in una giara della KV63. Secondo il Professor Hawass si tratterebbe di un letto per l’imbalsamazione e al momento del ritrovamento la missione congiunta egiziana-americana non sapeva cosa fosse e  che uso avesse. Singolare letto e assai strano.

“L’occhiolino di Nefertiti (4) 4 April 2009

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Sembianze di Nefertiti

Sembianze di Nefertiti

La recente notizia sulla bellezza ritoccata di Nefertiti ha suscitato interesse  in altri siti e blog  come:

 http://Hurricane_53.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2209424

Una delle più note regine della storia potrebbe aver fatto ricorso al “ritocco”. L’ipotesi dopo le analisi sul suo busto: lo scultore avrebbe smussato le rughe e migliorato il naso non perfetto.nefertiti_jjl1

 «In questo modo abbiamo acquisito molte informazioni su come il busto sia stato realizzato oltre 3.300 anni fa dallo scultore di corte – spiega Huppertz nella ricerca pubblicata su ’Radiology’ – Abbiamo appreso, infatti, che la scultura ha due facce leggermente differenti e, grazie alle immagini della Tac, stiamo imparando a prevenire possibili danni, per proteggere questo preziosissimo capolavoro».

 Il busto di Nefertiti è il gioiello della collezione del Museo egizio di Berlino, e sarà spostato nell’ottobre del 2009 al Museo nuovo, recentemente restaurato nel cuore della città. Tratto da:La Stampa 

 A livello internazionale si segnalano alcune testate giornalistiche

Egyptian bust find

iAfrica.com – ‎18 hours ago‎
German researchers said recently they have uncovered a second, hidden face within one of ancient Egypt’s most treasured artefacts, the bust of legendary beauty Queen Nefertiti. The delicately sculpted face on the interior, revealed when the bust

Clarification: Germany-Nefertiti Face story

Mid Columbia Tri City Herald – ‎Apr 2, 2009‎
AP BERLIN In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person who oversaw

Clarification: BC-EU–Germany-Nefertiti Face story

PR-Inside.com (Pressemitteilung) – ‎Apr 2, 2009‎
© AP BERLIN (AP) – In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person

Clarification: Germany-Nefertiti Face story

Examiner.com – ‎Apr 2, 2009‎
Apr 2, 2009 6:55 AM (12 hrs ago) AP BERLIN (Map, News) – In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the

Clarification: Germany-Nefertiti Face story

Forbes – ‎Apr 2, 2009‎
AP , 04.02.09, 09:55 AM EDT In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the
Clarification: Germany-Nefertiti Face story
The Associated Press – ‎Apr 2, 2009‎
BERLIN (AP) — In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person who

Clarification: Germany-Nefertiti Face story

Connecticut Post – ‎Apr 2, 2009‎
AP BERLIN—In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person who oversaw

Clarification: Germany-Nefertiti Face story

El Paso Times – ‎Apr 2, 2009‎
AP BERLIN—In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person who oversaw

Clarification: BC-EU–Germany-Nefertiti Face story

Philadelphia Inquirer – ‎Apr 2, 2009‎
AP BERLIN – In a story March 31, The Associated Press reported the discovery of a second face within the ancient bust of Nefertiti using a computed tomography, or CT, scan. The story should have included the first name and title of the person who

 

“L’occhiolino” di Nefertiti (3) 3 April 2009

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nefertiti91Secondo i ricercatori tedeschi la regina potrebbe aver fatto ricorso al lifting.Lo scultore Thutmosi, riporta la Reuters, avrebbe smussato qualche ruga intorno alla bocca e migliorato il naso della regina. «E’ possibile che il busto di Nefertiti sia stato commissionato proprio per rappresentare la regina in base alla sua percezione personale», ha specificato Alexander Huppertz, “I piccoli cambiamenti vennero approvati da Nefertiti stessa e furono realizzati per far aderire maggiormente la regina ai canoni di bellezza del periodo”. Ci siamo chiesti se il celebre busto sia stato in grado di comunicare telepaticamente il pensiero della regina a Huppertz valicando una dimensione spazio-temporale come non era ancora accaduto perchè il reperto non solo è anepigrafe, ma rinvenuto in un contesto assolutamente anonimo…

“L’occhiolino” di Nefertiti (2) 2 April 2009

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coverfig3Si discorreva di Nefertiti e della notizia apparsa ieri su vari quotidiani, per informazione non era un pesce d’aprile, ma una reale notizia diffusa a Berlino.

Nefertiti, svelato il mistero della sua bellezza

La statua originale sottoposta a un “maquillage” di stucco

Berlino, 31 mar (Apcom) – La leggendaria bellezza di Nefertiti, consorte del faraone-mistico Akhenaton (diciottesima dinastia, 1300 a.C.) ci è stata tramandata da uno splendido busto conservato a Berlino. L’immagine della regina, dai lineamenti fini e il collo affusolato, conserva però un segreto, come hanno scoperto esperti tedeschi sottoponendo il reperto ercheologico a una Tac, ovvero una tomografia assiale computerizzata.

Il gruppo, guidato dal dottor Alexander Huppertz, direttore del centro di radiologia dell’ospedale ‘La Charité’ di Berlino, ha constatato che il busto è costituito da una statua in pietra che mostra il volto di Nefertiti, rivestita da uno strato di stucco dipinto, modellato in modo da correggere e rendere più esteticamente gradevoli i lineamenti scolpiti.

Le differenze fra modello interno in pietra e strato esterno di stucco sono minime, ma sufficienti a correggere difetti e “inestetismi”, come una sapiente operazione di maquillage. E’ scomparsa una piccola gobba del naso, sono state distese le rughe agli angoli della bocca, ammorbiditi gli zigomi e alleggerite le borse sotto gli occhi. Una vera e propria “chirurgia estetica”, affidata a qualche millimetro di rivestimento, poi sottoposto a “trucco”, ovvero dipinto e truccato come un vero volto di donna, con gli equivalenti del rossetto per le labbra e la matita per gli occhi. Non è chiaro se questo maquillage sia stato fatto subito dopo l’esecuzione della statua in pietra, o da restauratori successivi.

Il busto, ritrovato nel 1912 dall’egittologo Ludwig Borchardt, è uno degli oggetti più preziosi custoditi attualmente nell’Altes Museum di Berlino. Già in precedenza era stato sottoposto a indagini radiologiche, ma mai con strumenti precisi come quelli adoperati dal dottor Huppertz.

Maggiori informazioni tecniche possono essere recuparate all’indirizzo  http://radiology.rsnajnls.org 

“L’occhiolino” di Nefertiti… 1 April 2009

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7b6577b105-f837-43c4-9304-cef20a361ecf7dpictureDal 2000 durante le riunioni di Seshat International negli appuntamenti di “Viaggiando in poltrona” si è affrontato il tema dell’arte amarniana, cioè la produzione artistica che l’Egitto elaborò durante il periodo di Regno di Amenofi IV, un’arte tanto particolare da essere definiita  verismo. In realtà l’analisi è assai più complessa e non desideriamo dilungarci in questa sede il cui scopo  è semplicemente dire “avevamo ragione” sul famoso busto di Nefertiti.

Oggi l’Ansa riporta “- BERLINO, 31 MAR -Una Tac ha scoperto il segreto di Nefertiti, la regina egizia moglie del faraone Akhenaton che regno’ attorno al 1350 a.C..Il busto che ne ha tramandato la bellezza ha il volto rifatto: il ritratto originario e’ stato sottoposto a un lifting di stucco. La scoperta e’ stata annunciata dai ricercatori che hanno analizzato la scultura al Neues Museum di Berlino. La tac cui e’ stata sottoposta la statua ha rivelato che la scultura originaria e’ stata realizzata in pietra calcarea.”http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-03-31_131190282.html.

La notizia che segue è ripresa anche dal Corriere della Sera

http://www.corriere.it/cultura/09_marzo_31/nefertiti_antico_egitto_volto_bellezza_statua_1854e4be-1df2-11de-84d3-00144f02aabc.shtml

l’opera È conservata all’altes museum di berlino

Il mistero della bellezza di Nefertiti

Studiosi tedeschi hanno scoperto sotto il celebre busto
un secondo ritratto, meno perfetto e forse più realistico

BERLINO – Il suo nome significa «la bella è giunta» ed è considerata la Monna Lisa dell’antichità, una delle donne più affascinanti della storia. Nefertiti, moglie del faraone Akhenaton che regnò dal 1359 al 1342 a.C. durante la XVIII dinastia, è una figura circondata dal mistero. Alcuni studiosi ritengono che sia stata allontanata dopo essere caduta in disgrazia (non ha dato al marito figli maschi), altri hanno avanzato l’affascinante ipotesi che per un breve periodo abbia affiancato Akhenaton nella gestione del potere o che addirittura ne abbia preso il posto.

IL VOLTO DI NEFERTITI – La regina egiziana appare imperturbabile e di una bellezza sconvolgente nel celeberrimo busto in calcare dello scultore reale Thutmose conservato a Berlino. Un ritratto che, a più di 3.300 anni dalla morte della protagonista, riesce a dare i brividi. Lo sguardo è enigmatico (da qui il confronto con la Gioconda di Leonardo), le labbra carnose, perfettamente disegnate, il volto magro e allungato. L’eleganza dell’opera è sconfinata. Nefertiti nasconde dei misteri. Non solo legati alla sua epopea da viva e alla posizione sociale che ricopriva, ma anche alle fattezze che l’hanno resa un immortale esempio di bellezza femminile. Alcuni ricercatori tedeschi hanno sottoposto l’opera a uno studio approfondito, con risultati inaspettati. Sotto il volto che tutti conosciamo, di stucco, ne esiste un altro in pietra che apparentemente funge da supporto ma che presenta una fisionomia assai diversa. L'”altra faccia” di Nefertiti ha zigomi meno prominenti, una leggera protuberanza sul naso, rughe ai lati della bocca e delle guance e una minore profondità agli angoli delle palpebre. Gli studiosi ipotizzano che questo sia il vero ritratto della regina. Non quello stilizzato e perfetto che lo contiene.

CANONI DI BELLEZZA – La statua della «bellezza del Nilo» è stata scoperta nel 1912 dall’archeologo tedesco Ludwig Borchardt a Tell el-Amarna, dove per un breve periodo è stata spostata la capitale del regno proprio per decisione di Akhenaton. Ora è conservata nel museo archeologico Altes di Berlino e a ottobre traslocherà nel Neues Museum. «È possibile che il busto di Nefertiti sia stato commissionato, forse proprio da Akhenaton, per rappresentare la regina in base alla sua percezione personale» spiega Alexander Huppertz, direttore dell’Imaging Science Institute di Berlino, sulla rivista Radiology. Il busto di 50 centimetri – una pietra calcarea ricoperta di strati di stucco di vario spessore – è già stato analizzato nel 1992, ma allora i ricercatori non sono riusciti ad arrivare a risultati degni di nota.

DISPUTA CAIRO-BERLINO – Oggi, grazie alla sofisticata tecnologia di scansione Ct, la regina ci svelta dei segreti. Le migliorie sarebbero state fatte per far aderire maggiormente il volto ai canoni di bellezza dell’epoca. «Si possono riscontrare differenti fessure parallele all’altezza delle spalle, della parte bassa del busto e dietro la corona» spiega Huppertz. Dalla sua prima esposizione pubblica nel 1923, la precisione delle linee simmetriche ha attirato migliaia di visitatori da tutto il mondo e ha scatenato un lunga disputa – non ancora conclusa – tra il Cairo e Berlino, che si rifiuta di consegnarla al Paese d’origine. Ma sapere che Nefertiti aveva le rughe e il naso un po’ pronunciato, come tante donne reali, la rende ancora più affascinante.

Il giornale La Stampa riporta:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200903articoli/42429girata.asp

31/3/2009 (11:56) – LA STORIA

Nefertiti, una bellezza “ritoccata”
BERLINO
La moderna diagnostica aiuta a svelare i segreti di Nefertiti, una delle più note regine della storia egizia. Il celeberrimo busto senza prezzo della splendida sovrana, che regnò a fianco del marito Akhenaton durante la XVIII dinastia – conservato a Berlino – è stato sottoposto a tomografia computerizzata dai ricercatori diretti da Alexander Huppertz dell’Imaging Science Institute della città tedesca. «In questo modo abbiamo acquisito molte informazioni su come il busto sia stato realizzato oltre 3.300 anni fa dallo scultore di corte – spiega Huppertz nella ricerca pubblicata su ’Radiology’ – Abbiamo appreso, infatti, che la scultura ha due facce leggermente differenti e, grazie alle immagini della Tac, stiamo imparando a prevenire possibili danni, per proteggere questo preziosissimo capolavoro».

Il busto di Nefertiti, considerato uno dei maggiori ritrovamenti dell’arte egizia, fu scoperto nel 1912 durante gli scavi dello studio del famoso scultore reale Tutmosi. È formato da un cuore di pietra calcarea ricoperto da strati di stucco di vario spessore. Il busto fu esaminato con la Tac per la prima volta nel 1992, ma i recenti progressi nella tecnologia di imaging medicale hanno permesso ai ricercatori di analizzare di nuovo la statua, con maggior precisione. «Abbiamo potuto acquisire immagini tridimensionali con una risoluzione molto più alta», spiega Huppertz. Il suo team ha usato la Tac spirale con sezioni submillimetriche per esaminare il busto e stabilirne lo stato di conservazione, ottenendo anche immagini tridimensionali relative alla parte più interna della scultura.

I risultati rivelano che per creare il capolavoro è stato necessario un processo a diversi gradi. Lo stucco su viso e orecchie è molto sottile, mentre la parte della corona è formata da due strati di stucco con diverse fessure. Non solo, la parte interna del volto è delicatamente scolpita e mostra delle sottili differenze rispetto a quella esterna. Inoltre l’esame diagnostico ha anche rivelato i possibili punti deboli della statua, indicando ai ricercatori le aree più vulnerabili e quelle che richiedono maggior cautela nel caso di spostamenti e trasporto. Il busto di Nefertiti è il gioiello della collezione del Museo egizio di Berlino, e sarà spostato nell’ottobre del 2009 al Museo nuovo, recentemente restaurato nel cuore della città.

Secondo i ricercatori tedeschi anche la “Bellezza del Nilo” potrebbe aver fatto ricorso al “ritocco”. Lo scultore regale dell’epoca, riporta la Reuters, avrebbe smussato qualche ruga intorno alla bocca e migliorato il naso della regina. «E’ possibile che il busto di Nefertiti sia stato commissionato proprio per rappresentare la regina in base alla sua percezione personale», ha specificato Alexander Huppertz. I piccoli cambiamenti vennero approvati da Nefertiti stessa e furono realizzati per far aderire maggiormente la regina ai canoni di bellezza del periodo.

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Questo è quanto pubblicato. In realtà le cose secondo Maria Stella Mazzanti, Presidente dell’Associazione Seshat International sono molto più complesse e con risvolti tipici di un grande intrigo … CONTINUA…

Questo/a opera è pubblicata sotto Licenza Creative Commons.

EGITTO DELLE MERAVIGLIE:LA TOMBA KV 63 22 June 2006

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Chi pensa che tutto sia stato già scoperto, chi pensa che l’egittologia non si faccia in Egitto, chi pensa che solo antiquate pubblicazioni possano formare giovani menti, forse si dovrà ricredere!

L’egittologia, più che in ogni altro paese al mondo, si compie in Egitto, terreno di continue scoperte.

E’vero: le grandi cose partono in sordina ed hanno bisogno di tanta pazienza per compiersi, pare proprio il caso di questa eclatante scoperta. Ottant’anni dopo la sensazionale scoperta della tomba di Tutankhamon (KV62)
la Valle dei Re ha restituito ancora un altro sepolcro: denominato KV63. (Le tombe nella Valle dei Re vengono siglate per semplicità con le lettere K =king e V= valley e poi numerate in ordine di rinvenimento dall’uno all’attuale sessantatrè).

La scorsa primavera il Dr. Otto Shaden ha diretto la campagna di scavo della Memphis University congiunta al progetto Amenmesse. Alla fine della stagione di scavo i lavoranti della missione hanno trovato un grande incavo rettangolare nel letto della valle colmo di detriti provenienti dallo scavo della tomba KV10, la tomba di Amenmesse della tarda XIX dinastia, a cui Schaden e il suo team stavano lavorando dal 1992.

Il ritrovamento ha condotto gli studiosi a formulare alcuni ipotesi  circa  la presenza di una tomba:

1)Una tomba non violata della tarda XVIII dinastia, forse un riseppellimneto del periodo postamarniano,la tomba di    Nefertiti, o al massimo una sorta di tomba harem delle principesse amarniane;

2) Una tomba violata, ma ancora parzialmente intatta di privati come la KV55;

3) Una tomba violata di un proprietario ingnoto;

4) Una tomba a pozzo con una piccola camera;

5) Un pozzo cieco.

Sicuramente una di queste ipotesi doveva rivelarsi parzialmente corretta.

            Tali scoperte accadono comunque perché esistono al giorno  d’oggi dei mezzi tecnici che all’epoca in cui scavava Carter non esistevano. Infatti nel 1976 un indagine sonar aveva evidenziato attorno alla KV 62 una chiara area sotterranea. Nel 1998 iniziò una seria esplorazione del perimetro che fu condotto dalla Durham University con il progetto denominato ARTP (Amarna Royal Tomb Project).

Solo alcuni anni dopo incominciarono veri e propri scavi con la certezza che qualcosa si sarebbe trovato. Infatti ,
la Memphis University ha riportato alla luce un nuovo sepolcro.  Zahi Hawass ha reso noto che il ritrovamento è avvenuto a circa 15 metri a sud dalla tomba di Tutankhamon. L’accesso alla tomba è possibile grazie ad un  ingresso a 4 metri sotto il calpestio.

   Si tratta della quarta cachette mai trovata a Luxor, la prima fu  rinvenuta dalla famiglia degli Abdel Rassul nel 1887 in cui vi erano 40 mummie regali, la seconda fu la cachette del tempio di Amon nel 1891 che custodiva1000 sarcofagi dei presti di Amon, mentre la terza fu portata alla luce nel 1898 all’interno della tomba di Amenofi II con 12 mummie regali.  Il soprintendente di Luxor Mansur Borek ha annunciato inoltre che sono stati trovati 28 sigilli regali di terracotta all’interno della nuova tomba. Otto Shaden il direttore della campagna di scavo ha osservato che tutto il materiale rinvenuto appartiene al massimo alla fine della XIX dinastia.

    Si osservano attraverso una piccola apertura sette sarcofagi antropoidi intatti e un gran numero di giare. I sarcofagi conterrebbero mummie risalenti alla XVIII dinastia che per ragioni non comprensibili al momento sarebbero state sepolte in questa piccola tomba. Sono stati localizzati inoltre ben otto piccoli pozzi con scale che secondo gli archeologi sarebbero serviti agli egizi per entrare e uscire dalla tomba.