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Il “dolore” per gli egizi 22 March 2010

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Tomba di Ramose- TT55-Gournah- Tebe ovest.

Il male più grande delle società moderne è l’annullameto del divino , l’annullamento dello spirito e dunque la negazione dell’anima. Tutto è dunque concesso in virtù di questa negazione. Ciò ha portato l’uomo delegando  altri, come i sacerdoti,  autorizzati al colloquio con il divino, a desacralizzarsi rimanendo immobile, prigioniero del mondo della razionalità. Tutti i miti antichi  si svuotano di significato e tutti i simboli che lo avevano definito homo religiosus, si trasformano in segni vuoti di affettività. Il sacro non è un momento della storia della coscienza, ma un elemento della struttura della coscienza, e nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso.  L’uomo, attraverso i miti o la visione di ierofanie, era dal punto di vita psichico in contatto con questa dimensione e quindi con se stesso.


PER NON DIMENTICARE PIERO. UNA SETTIMANA DOPO L’ATTENTATO DI KABUL 5 March 2010

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Già gli egizi, popolo dalla sofisticata metempsicosi, affidavano al ricordo e alla ripetizione del nome la rinascita nell’Aldilà. Seguendo tale principio, ma anche quello cristiano  è doveroso un pensiero per una persona delicata, sensibile, colta, altruista, con grandi ideli come Piero che ha perso la vita in un tragico attentato a Kabul, lo scorso venerdì, quando un commando terrorista ha fatto esplodere due autobombe  per creare panico e poi lucidi kamikaze, forse coperti con il burqa, hanno fatto irruzione dentro il Park Residence Hotel dove erano ospitati alcuni stranieri  tra cui Pietro Antonio Colazzo, per me semplicemente Piero.

[http://www.youtube.com/watch?v=zAXHOsq6m3o]

C130 l’aereo che lo ha riportato in patria. 1 March 2010

Posted by seshatblog in 1, Comunicazioni, Personale.
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Oggi, su un roboante C130, che ha solcato i cieli dall’Afghanistan al Mediterraneo passando per Abu Dhabi  è giunto Piero Antonio Colazzo, il nostro Piero.

 A te, che amavi tanto Jacques Prevert dedico …la tua preferita 

per sempre!

Colazzo, servitore dello Stato, a Lui onore e memoria! 28 February 2010

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Pietro Antonio  Colazzo (Piero) all’AISE  (Agenzia italiana sicurezza esterna) svolgeva un lavoro assai delicato e importante. Ci sono cose che si sanno, ma non si possono dire. In questa riflessione c’è un pò di “egizianità” : il segreto deve essere celato, e a tal proposito rimando al post sul dio Bes,  pertanto tale affermazione pone  il mio caro amico Piero e chi scrive in una dimensione di imprecisata nebulosità. Un fatto rimane che trent’anni di affetto ed amicizia non possono essere cancellati. Il giorno dell’attentato a Kabul tutti i TG e le principali testate giornalistiche parlavano dell’evento con grande apprensione, soprattutto prima che si conoscesse l’identità della vittima italiana. Quando gli stessi afghani hanno dichiarato che si trattava di un agente dei servizi segreti si è avvertito un certo imbarazzo, si precisava che era un diplomatico e poi nulla più. Se fosse stato invece un soldato, o realmente un medico, si sarebbero creati servizi d’informazione  per delineare questa o quella dote. Invece nulla: tutto è piombato nel più sconcertante silenzio, un silenzio imbarazzante. Solo il TG1 diurno il TG2 serale hanno informato telegraficamente che la salma di Colazzo rientrerà lunedì mattina. Credo che quando si lavori per la pace universale non faccia differenza se si tratti di un militare o un civile, soprattutto quando la lealtà e la fedeltà  per il servizio e l’amor di  Patria sacrificano la propria vita personale, con  una dedizione assoluta e genuina. Continueremo a parlare di Piero per rendere onore alla Sua memoria e ringraziarLo.

Pietro Antonio Colazzo era un intellettuale. 27 February 2010

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Ho letto tutti gli articoli che hanno scritto su Pietro Antonio Colazzo, mio compagno di studi , l’ultimo grande eroe italiano immolatosi per la pace, e  scomparso ieri nell’ attentato terroristico sferrato dai Talebani a Kabul. E’ difficile per i giornalisti, seppur con molto garbo e professionalità, delineare l’esatta grandezza di persone che non si conoscono, però  sono rimasta meravigliata dalle parole riportate dal Corriere della Sera che riferisce la descrizione di “Piero” del monsignore Giuseppe Moretti in cui dice “sembrava un intellettuale”. Sembrava un intellettuale perchè lo era veramente. Piero era un uomo unico. Egli possedeva una preparazione accademica di straorinario e raro livello, spaziava dalla cultura classica a quella mediorientale con una facilità sorprendente. I suoi innumerevoli libri erano zeppi di annotazioni di ogni genere e le sue tasche traboccavano di foglietti su cui appuntava ogni sorta di emozione che sollecitava la sua anima sensibile. Uomo di profondo fascino,  amava la musica, si dilettava cantando e suonava la chitarra con un trasporto come raramente ho visto fare. Umile, semplice, raffinato , riservato all’eccesso sorprendeva però gli amici con la sua ironia sottile, espressione di un’ intelligenza al di sopra del comune. Se a ciò aggiungiamo il modo in cui si è dedicato al servizio della nostra Patria emerge la figura di un Grande Spirito che piangeremo, ma sapremo sempre vicino a noi.