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Il “dolore” per gli egizi 22 March 2010

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Tomba di Ramose- TT55-Gournah- Tebe ovest.

Il male più grande delle società moderne è l’annullameto del divino , l’annullamento dello spirito e dunque la negazione dell’anima. Tutto è dunque concesso in virtù di questa negazione. Ciò ha portato l’uomo delegando  altri, come i sacerdoti,  autorizzati al colloquio con il divino, a desacralizzarsi rimanendo immobile, prigioniero del mondo della razionalità. Tutti i miti antichi  si svuotano di significato e tutti i simboli che lo avevano definito homo religiosus, si trasformano in segni vuoti di affettività. Il sacro non è un momento della storia della coscienza, ma un elemento della struttura della coscienza, e nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso.  L’uomo, attraverso i miti o la visione di ierofanie, era dal punto di vita psichico in contatto con questa dimensione e quindi con se stesso.


Il viaggio notturno di RA 7 March 2010

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Per gli antichi egizi Ra era il sole, un elemento naturale che predomina su altri, è il demiurgo. Il sole grande, potente, vitale, ammaliò gli antichi e  stregò anime sensibili di personaggi come Ungaretti, poeta ermetico, ma unversale nella sua essenzialità, la cui poesia Mattino non mi fu mai così chiara finchè non mi trovai a tu per tu con il sole ad altre latitudini rispetto alle nostre, cioè l’Egitto.Lo splendore del sole sorto da poco risvegliò nel poeta forti sentimenti interiori associati alla vastità. M’illumino d’immenso definisce l’idea dell’infinita grandezza percepita attraverso la forma della luce, in cui il poeta intuisce l’Immensità divina: per lui è la luce della creazione.

Ra  è il Dio creatore, Padre degli uomini e degli dei  al vertice della gerarchica divina , tutto esiste in lui e lui è in tutto. Studi recenti hanno dimostrato la raffinatezza del pensiero religioso egizio e dall’errata definizione di politeismo siamo gradualmente passati ad enoteismo, ma Champllion disse già nel 1839 che “la religione egizia è puro monoteismo che si manifesta esteriormente in politeismo simbolico”.

Considerare Ra come “il dio sole è assai semplicistico non adatto ad una speculazione esatta e puntuale tipica del pensiero egizio. Ra è l’origine di tutto e la sua autocoscienza, detta creazione è immanente ed è specchio del cielo. La comparso all’orizzonte durante la prima volta zep tepy produsse il concetto di tempo e definì uno spazio. Con il tempo nacque anche l’eternità come si evince dai capitoli 75-80 dei Testi dei Sarcofagi che  illustrano una visione spaziale dell’universo  in cui Ra afferma: “Sono uscito fra le sue gambe  e sono venuto all’esistenza nelle sue braccia, ho creato lo spazio nel suo corpo…” . il forza che consente creazione del sole e lo sviluppo è  Shu che è anche l’eternità neheh. “La via dell’eternità neheh è il cammino di suo padre Ra” .

L’eternità neheh è ciclica e si oppone a quella djet continua e lineare, djet esiste in neheh e trae energia da essa perchè tempo e spazio sono strettamente uniti tra loro in quanto generati entrambe dalla separazione di Geb da Nut e sono incarnate da RA ed OSIRIDE.

Nei testi delle Litanie di Ra  il sovrano riposa nella Duat (aldilà) si identificherà con il sole e diventerà  il successore di Ra, nonché il “benu” misterioso, cioè l’airone azzurro.Riposa “in cielo, nei campi di Ra”, e “all’orizzonte, nei Campi dei Giunchi.Attraversa la terra come Ra e pronunzia giudizi come Thot”.
Il rituale, dopo un’altra invocazione all’Occidente, termina proclamando che il defunto è in cielo e in terra:”Il suo ba appartiene al cielo e riposa colà, il suo corpo è per la terra, fra gli dei””Il cammino del re è come quello di Ra … egli viene in esistenza come Khepri. Egli rivive di ciò di cui tu vivi,in verità,in verità”.

PER NON DIMENTICARE PIERO. UNA SETTIMANA DOPO L’ATTENTATO DI KABUL 5 March 2010

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Già gli egizi, popolo dalla sofisticata metempsicosi, affidavano al ricordo e alla ripetizione del nome la rinascita nell’Aldilà. Seguendo tale principio, ma anche quello cristiano  è doveroso un pensiero per una persona delicata, sensibile, colta, altruista, con grandi ideli come Piero che ha perso la vita in un tragico attentato a Kabul, lo scorso venerdì, quando un commando terrorista ha fatto esplodere due autobombe  per creare panico e poi lucidi kamikaze, forse coperti con il burqa, hanno fatto irruzione dentro il Park Residence Hotel dove erano ospitati alcuni stranieri  tra cui Pietro Antonio Colazzo, per me semplicemente Piero.

[http://www.youtube.com/watch?v=zAXHOsq6m3o]

RICORDANDO PIETRO. 3 March 2010

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I video di youtube  costituiscono una testimonianza eloquente del giorno del funerale di Piero: strade, e  piazze gremite di gente per rendere onore ad un grande uomo che ha sacrificato se stesso  per il bene di tutti noi.

Credo che il suo nome debba essere ricordato perchè egli ha scritto con la sua vita una pagina di pace per l’umanità, non ha pubblicato libri, ma se lo avesse fatto sarebbero stati profondi e commoventi come lo erano i suoi racconti , le sue poesie, le sue ricerche.

Il 9 marzo alle ore 18,30 a Torino presso la chiesa di San Francesco da Paola in Via Po 16 il Prof. Pennacchietti dell’Ateneo torinese con  Maria Stella Mazzanti, Presidente dell’Associazione Seshat International e collega di Piero, si ritroveranno per una commemorazione.

C130 l’aereo che lo ha riportato in patria. 1 March 2010

Posted by seshatblog in 1, Comunicazioni, Personale.
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Oggi, su un roboante C130, che ha solcato i cieli dall’Afghanistan al Mediterraneo passando per Abu Dhabi  è giunto Piero Antonio Colazzo, il nostro Piero.

 A te, che amavi tanto Jacques Prevert dedico …la tua preferita 

per sempre!