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Bakkar: che passione!!! 29 March 2007

Posted by seshatblog in Curiosità.
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Ci siamo innamorati di Bakkar circa cinque anni fa quando esordí nella TV egiziana. Giá, ma chi é Bakkar direte voi?

Bakkar é il piú educativo ed egittologico cartone animato che a nostro giudizio sia stato prodotto, forse il meglio noto Papyrus francese puó vagamente ricordarlo, ma mentre quest’ultimo é ambientato nel lontano passato faraonico, il personaggio egiziano si muove ai nostri giorni e in un piccolo villaggio.

Bakkar si trova alle prese con questo o quell’enigma, con eclatanti scoperte, con malfattori ed ha sempre una morale .

Bakkar é particolarmente simpatico per il suo aspetto rubicondo: un misto di ingenuitá e viva intelligenza.

 

imagesLa compagnia Egyptair per un certo periodo di tempo ha trasmesso la serie dei cartoni nei voli Roma-Cairo, oggi sostituiti con recenti film Hollywoodiani: peccato perché mentre questi ultimi li possiamo vedere anche nei nostri cinema, i cartoni di Bakkar rimangono per i  piú un’idea astratta. Ci auguarimo che qualche rappresentante RAI si possa incuriosire e richiedere i filmati , grazie ad accordi di cooperazione e sviluppo, alla TV egiziana.

La principessa del sole 29 March 2007

Posted by seshatblog in Curiosità.
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laregina_locL’Antico Egitto non cessa di appassionare il pubblico che desideroso di nuove informazioni suscita  molte fantasie.

Sembrerebbe proprio che tale principio funzioni per il cartone animato francese “la principessa del sole” ambientato nell’Egitto monoteista di Akhenaton e scritto da Christian Jaque.

La prima mondiale della rappresentazione si ‘ tenuta lo scorso 13 Marzo presso il plateau di Giza, nel palcoscenico che solitamente ospita suoni e luci, ai piedi della Sfinge.

Come ha fatto rilevare il SCA (Soupreme Council of Antiquities) http://guardians.net/hawass/articles/princess_of_the_sun.htm il film contiene una serie di imprecisioni che sinteticamente riportiamo:

La protagonosta che si chiama Akiza sarebbe, secondo il cartone aminamto figlia di Akhenaton, in realtà il re non ebbe nessuna figlia con tale nome e tantomeno costei avrebbe sposato il ben noto Tutankhamon. Forse Christian Jaque ha inventato questo appellativo puro frutto di fantasia, ma non rispondente a realtà.

Akhnaton sarebbbe stato ucciso per aver ingurgitato del veleno, ma ciò non corrisponde alla storia.

Il generale Horemheb sarebbe ucciso in combattimento, mentre sappiamo con certezza che salì sul trono d’Egitto dopo la morte di Tutankhamon.

La regina Nefertiti non fu mai esiliata a Philae.

Gli Ittiti non hanno mai invaso l’Egitto alla fine del regno di Akhenaton.

Quando il cartone animato giungerá anche in Italia speriamo che i nostri attenti lettori non si lascino troppo suggestionare, pur apprezzando tali espedienti che suscitano curiositá verso l’Antico Egitto .

CHI ERA SESHAT? 26 March 2007

Posted by seshatblog in Ricerche e Studi.
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seshat1aNell’ampio campo dei popoli antichi del Vicino Oriente, gli egizi si distinguevano come i più solleciti redattori di cronache regie tra tutte le nazioni. Che gli antichi egizi fin dall’antichità più remota avessero tenuto registrazioni annuali, era comunemente noto a tutti gli studiosi della nostra epoca classica. Erodoto più di una volta riporta la sua ammirazione in tal senso, egli scrive:

“Gli egizi che vivono nelle parti coltivate del paese, dalla tradizione di mantenere ricordo del passato, possiedono collettivamente il senso della storia molto più  di ogni popolo di cui ho avuto esperienza”, e ancora,

“I sacerdoti mi lessero da un archivio scritto i nomi di 330 monarchi”.

Teofraso ed Ecateo di Abdera citano “liste” (anagrafai) concernenti re egizi quali fonti delle loro informazioni. Tacito, nel narrare i dettagli della visita di Germanico in Egitto, ha occasione di accennare liste di re in geroglifico a Karnak. Tra gli altri, Tatiano allude a “precisi annali cronologici” posseduti dagli egizi, e dai quali Tolomeo di Mendes estrasse materiale per la sua storia. Giuseppe Flavio riferisce che Manetone avesse letto come sua fonte, in parte, “libri sacri” (ierwn grammatwn), alludendo al ruolo che le stele hanno avuto nella composizione della storia di Manetone unitamente a quello della tradizione orale. Anche Sincello riporta, “egli (Manetone) scrisse da stele nella terra d’Egitto, incise nella sacra lingua e nei santi caratteri di Thot”.

La parola egizia per annali è gnt, al singolare, ma più spesso riportata al plurale gnwt. Va notato che gnw significa ramoscello, ramo, pezzo d’albero”, gnn, legno aromatico e gnwty, scultore in legno. Tutti questi termini sembrano derivare dalla radice gn (o gni), intagliare, iscrivere, da cui si può far derivare “tagliare o staccare una tacca di legno”, cioè in un ramo, una tavoletta in legno. Ciò allude ad una forma impressionantemente simile alle “etichette” in avorio o legno di Epoca Protodinastica.

La dea Seshat, letteralmente la “scriba”, spesso chiamata Sefkhet-abwy, è la divinità preposta alla puntuale registrazione degli annali faraonici, simboleggiando nel contempo il senso della storia e il destino assegnato ad ogni monarca.

(c) Seshat International 2006

VIAGGIANDO IN POLTRONA 2007/2008 26 March 2007

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VIAGGIANDO IN POLTRONA
“Alla scoperta della terra dei faraoni:il simbolo e la conoscenza”

Anche quest’anno continua la rassegna promossa ed ideata dall’Associazione Seshat International dedicata all’Antico Egitto. Il viaggio immaginario consentirà di accedere nelle sfere della sapienza egizia.

Gli incontri inizieranno il prossimo 3 maggio 2007 e proseguiranno fino a febbraio 2008 permettendo di approfondire argomenti quali: i geroglifici, la letteratura, la matematica, l’architettura, la medicina ed il pensiero o filosofia. I temi trattatati non saranno analizzati in modo astratto, ma si partirà dall’analisi dei documenti.
Gli incontri si terranno nella spelndida sala del “Centro Incontri della Regione Piemonte” in corso Stati Uniti 23.
Prossimamente sarà pubblicato il calendario con gli orari.
I soci Seshat inoltre riceveranno inviti e programmi

L’Ippopotamo egizio e noi 25 March 2007

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Esistono forme in natura che, sin dai primordi, hanno catalizzato la curiosità dell’uomo e ció dipende forse dal loro essere semplici. Se alla forma si associano suoni o caratteristiche  uniche  probabilmente la loro efficacia è vincente.
Si pensi all’essenzialità della sagoma dell’ippopotamo: un insieme di linee curve ed un aspetto compatto che l’occhio umano è in grado di cogliere senza indugio nella sua interezza, escludendo analisi  e consentendo agli osservatori  di codificarlo senza scomporlo.
Gli antichi egizi per primi rimasero affascinati dalla sua figura, e se in epoca preistorica ne tracciavano la forma su pendii rupestri  o lo materializzavano  in rudimentali statuette ben presto seppero elaborare  una forma con un contenuto unici al mondo. La sintesi che fu operata può esser paragonata alla rivoluzione cubista dell’arte agli inizi del ‘900 degna di Picasso.
Si tratta di proporre il soggetto nel suo ambiente, in questo modo l’ippopotamo si colora di azzurro per indicare la sua acquaticità  e viene decorato come se fosse intravisto nella vegetazione con fauna e flora ben definite: il risultato piccole immagini gradevoli e imperiture cariche di significato feticista del reperto e su cui  ci soffermeremo in seguito.
In quasi tutti  i musei egizi del mondo possiamo osservare  i deliziosi ippopotami, talvolta definiti “urlanti”perché ritratti con le fauci spalancate.

La simpatia e la razionalità di tale sintesi non può essere rimasta indifferente al settore grafico-pubblicitario che periodicamente ricalca l’idea egizia attualizzandola. Ecco ad esempio il simpatico ippopotamo creato dalla Lines negli anni ’80 che propagandava pannolini per bambini. In questa creazione si può osservare la similitudine con il reperto proposto sopra.

http://www.dimenticatoio.it/index.php?title=Immagine:Pippolines.jpg

Recentemente l’ippopotamo ricompare nei media e dilaga con grande successo di pubblico  attraverso il famoso Happy Hippo della Kinder.

www.happyhippo.com

Come dire : nulla di nuovo sotto il cielo e noi egittologi ed egittomani non possiamo che essere lieti di vedere attualizzato un modello caro al nostro cuore.
© 2007 Seshat International

Lanatá Stello, uomo semplice il cui nome vivrá 24 March 2007

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Abbiamo avuto modo di riflettere ieri sulle parole che il Prof. Silvio Curto ha pronunciato alla GAM in relazione ai defunti, non sono perduti, ma vivono in un altra dimensione: quella di “trapassati”.

Stello, era uno dei primi custodi del Museo Egizio, coloro che Curto definiva “gli anziani”, uomo dedito al proprio lavoro come pochi abbiamo visto fare, servitore dello Stato, amante della giustizia e dell’ordine. Con la curiositá delle persone semplici ha lavorato in un ambiente che lo ha reso capace di amare l’Egitto in un modo speciale, colá si recó alcune volte, colá decise di imparare qualche parola di arabo e i rudimenti di grammatica che gli consentivano di dialogare e di rendersi particolarmente simpatico ad illustri ospiti cosí come alle persone comuni che dai paesi arabi giungevano al Museo Egizio di Torino che noi consideriamo “nostro”, sebbene oggi sia divenuto Fondazione.

Stello collaborava anche con l’ Associazione Seshat fino a quando le forze lo hanno sostenuto. Ora lui é tra la moltitudine dei trapassati ed oggi, giorno del suo compleanno, si celebreranno le sue esequie.

L’Associazione Seshat Intenational partecipa al dolore della famiglia consapevole di avere perso un grande amico.

Stello: arrivederci!

Da sinistra:
Dr. Ezz el-Din, Dr. A. Buzzi, l’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto Ashraf Rashed,e il Console della Repubblica, la Dr. E. Vassilika, la Dr. M. S. Mazzanti, Dr. Ahmed el-Gabbar
ed in basso Stello Lanatá davanti al Museo Egizio.

Prof. S.Curto e Dr. M.Tosi alla GAM di Torino 23 March 2007

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Ieri pomeriggio presso la sala conferenze della GAM di Torino le meravigliose parole del Prof. Curto hanno condotto il pubblico presente in un appassionato percorso tra la letteratura e la poesia dell’Antico Egitto recuperando concetti filosofici, canti d’amore  e credenze di una cultura che non tramonta mai.

Non giudicare il tuo prossimo, aiuta il povero e l’affamato, chi tace é amato dagli dei o “anche la donna alla macina puó dispensare saggi consigli” sono tra gli insegnamenti che riecheggiavano nella sala conferenze.

Inoltre estremamente toccante é stata la parte dell’intervento del Pof. Curto in cui si é soffermato a riflettere sulla letteratura funeraria osservando che il defunto non é mai definito dagli egizi “morto”, bensí trapassato , colui che esiste in altra forma, ma che non si annulla. In tal modo ha posto in luce come ai trapassati fosse tributato un culto di primaria importanza: i sepolcri erano in pietra, ma inizialmente i templi no, con essi avveniva ció che ha definito in termini cristiani “la comunione dei santi”.

Simpatico l’ntervento del Dr. Mario Tosi che ha illustrato la grammatica di Grandet e Mathiueu tradotta da Ananke editore, giá da noi definita opera fondamentale in un precedente post, il relatore ha altresí presentato un suo breve studio sulla regina Tausert estremamente agile ed eloquente.

La memoria del divenire (6) di Maria Stella Mazzanti 22 March 2007

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E’ una fredda giornata di Febbraio, tipica dell’inverno torinese, il trillo del cellulare mi riporta alla realtà ed una voce lontana pronuncia il mio nome, poi più nulla, la comunicazione cade: l’unica certezza è che si tratti di una chiamata internazionale per via dell’eco lontana.

Poco dopo un nuovo squillo e quindi: “Ciao Stella, sono Roberto Giacobbo, non mi conosci, ma io sì, Zahi mi ha parlato molto di te” mentre ascolto sbigottita la comunicazione avverto il fruscio di una folata e mi pare un vento lontano, infatti il mio interlocutore continua “ Sai, sono sulla punta della piramide di Cheope per girare uno speciale di Voyager, sono con Zahi”. Non mi stupisce tanto il fatto che Roberto Giacobbo e Zahi Hawass siano insieme, ma che abbiano parlato di me e che mi stiano chiamando dall’unico posto al mondo da dove nessuno può normalmente comporre numeri telefonici: la cima della piramide. Io rido. Poi Zahi mi travolge con la sua energia raccontandomi per filo e per segno la scalata, perché sa che da sempre serbo questo desiderio. Mi dice “Stella ho appena finito di scrivere un libro e voglio che sia tu a tradurlo in italiano” io annuisco.

 


Qualche mese più tardi avrei visto alla TV il momento che precedette quella famosa chiamata, in fondo era un po’ come se anch’io fossi stata lassu’ con loro. Qualche settimana piú tardi incontrando Zahi e Roberto li invitai a Torino per l’inaugurazione del ciclo di conferenze “Viaggiando in poltrona”, eravamo al Lingotto e Roberto scelse di iniziare la serata proiettando proprio tale insolita mmagine.

 

IL MUSEO DI IMHOTEP A SAQQARA 21 March 2007

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dsc_0229Saqqara é la piu’ immensa necropoli dell’Egitto, la sua lunghezza complessiva é di oltre sette chilometri e i suoi reperti spaziano dal periodo predinastico all’epoca greco-romana (www.ancient-egypt.org/index.html ).

Saqqara é come una vecchia biblioteca insabbiata, ogni minimo spostamento consente di portare alla luce tesori inestimabili, non per il loro valore venale, ma per la ricostruzione storica. Dalle rappresentazioni parietali si evince l’aspetto paesaggistico dell’Antico Egitto, gli usi e costumi  di un popolo leggendario, e l’ambito magico-religioso con un pantheon tra i piú sofisticati del mondo antico, ricco di sincretismi e suggestioni.

Comunemente il sito é noto a livello mondiale per essere la sede del piú antico monumento in pietra del paese: la piramide a gradoni del faraone Djoser (o Zoser) della III dinastia e per custodire nella piramide di Unis i famosi testi delle piramidi, un distillato di  saggezza escatologica (www.wikipedia.org/wiki/Saqqara ) .

Vale la pena peró ricordare che l’area ha una gran quantitá di monumenti unici come le mastabe dell’Antico Regno degne di nota per i loro mirabili rilievi policromi, oppure le tombe che preservano i corpi mummificati dei loro propetari come Kai, o ancora i sepolcri di medici quali Kara con notizie scientifiche di primaria importanza. Meravigliose sono le tombe relative al periodo amarniano come quella di Maya.

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Saqqara vanta , dall’inizio di quest’anno , un esaustivo museo archeologico: il Museo di Imhotep, cosí intitolato per onorare il primo architetto che osó impiegare la pietra per costruzioni su larga scala (www.wikipedia.org/wiki/Imhotep_Museum) Imhotep passó alla storia per essere stato un genio, un mago, un potente medico e sacerdote a tal punto che in epoca tarda fu divinizzato ed associato con Asclepio, il dio greco della Medicina.

Il nuovo Museo (weekly.ahram.org.eg/2005/763/he2.htm – 15k  )   possiede cinque essenziali sale dove sono esposti i reperti  emersi in oltre vent’anni di scavi. Il visitatore entrando nell’edificio é  accolto da un frammento di statua regia appartenente a Djoser (Zoser) che ne illustra i titoli regali  ed accanto a questi é inciso per la prima volta nella storia il nome dell’architetto Imhotep in segno di grande considerazione. Recentemente l’archeologo Gunter Dreyer ha rinvenuto ad Abido, nella tomba del secondo re della II dinastia, Khasekhemwy, il nome di Horus di Djoser: Netjerykhet. Ció suggerirebbe che il re fosse stato il legittimo successore di Khasekhemwy e  il fondatore della III dinastia.

I reperti conservati nelle sale sono tra i piú raffinati oggetti appartenenti a corredi  di privati rinvenuti in Egitto, uno dei capolavori esposti é il gruppo statuario in algido calcare risalente alla XIX dinastia che ritrae il gran sacerdote di Mut Amenhotep insieme alla consorte( http://www.egiptomania.com/antiguoegipto/lower/fotografias.asp?oto=imhotep0203.jpg).

Ci auguriamo che molti dei nostri lettori possano recarsi in Egitto per ammirare la collezione ospitata nel Museo Imhotep: Buona Visita!

ABD EL-HALIM NUR EL-DIN 20 March 2007

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Uno tra i più importanti filologi che si occupano della scrittura geroglifica è il Prof. Abd el-Halim Nur el-Din, egiziano. Dapprima docente di lingua egizia all’Università del Cairo, poi Segretario Generale del Servizio di Antichità dell’Egitto (uno dei predecessori del Prof. Zahi Hawass), ora è Direttore del Centro Calligrafico della Biblioteca Alexandrina, Rettore della Facoltà di Archeologia del Cairo- sezione el-Fayyum, sarà prossimamente celebrato per la sua carriera in un convegno che si terrà al Cairo ed Alessandria d’Egitto.(elDin, Abdel Halim Nur – Egyptian Archeologist-)