jump to navigation

La memoria del divenire (1) di Maria Stella Mazzanti 11 June 2006

Posted by seshatblog in Personale.
trackback

Molti anni fa nacque la mia passione per l’Egitto. E’ un ricordo sfocato, ma che ha lasciato una sensazione di completo appagamento.
Era ottobre inoltrato. Uno di quei mesi autunnali che nel nord Italia risultano, a volte, cupi, dai bagliori di piombo, con l’aria pesante e gelida. Avevo sei anni e fui condotta, come molti bambini delle scuole elementari, al Museo Egizio di Torino, non avevamo una guida come capita di incontrare oggi nei più moderni musei dove si svolge della didattica museale, ma eravamo semplicemente accompagnati dalla nostra maestra, che tentava di fornire qualche idea sul mondo che orbitava attorno alle corti reali della Valle del Nilo di 4000 anni or sono. Fu così che per me iniziò a risplendere il sole.
 Ricordo con puntualità che le sue parole risuonando come lontana eco si dileguavano fugacemente dalla mia mente, e piuttosto al loro posto prendeva spazio il linguaggio dei segni e dei colori che gli egizi avevano tracciato, le loro forme e i simboli, mi sentii come sbigottita e ricordo che, priva di parola, mi dovetti sedere ammutolita in una piccola sedia accanto all’ingresso del primo piano, da cui si dominava l’intera II sala, detta anche volgarmente la sala delle mummie. Era come se le gambe non mi reggessero più e continuavo a fissare un piccolo cofanetto per ushabti che faceva capolino da una vetrinetta alla mia destra accanto ad un piccolo falco di legno. A termine del giro classico del museo il vocio dei miei compagni risultava ovattato ed alquanto fastidioso, io ero come calata in uno stato di beatitudine e giunta a casa raccontai delle meraviglie incontrate.
Immagazzinai la perfezione delle forme di tale sublime arte che continuai a visionare con la nostalgia della memoria, finché una domenica mattina di qualche mese dopo, come era solita fare mia madre, fui condotta nuovamente al Museo. Il sole che aveva cominciato a splendere, e dalla mia prima visita al Museo non tramontò più, mi ricordava le giornate cristalline della mia Versilia e le bianche cave di marmo scintillante delle Apuane, la mia terra. Mi sentivo esule come doveva essere, secondo la fantasia di una bimba, la sensazione di molti reperti del museo. Mi chiedevo, ma sentiranno anche loro tutto il freddo che sento io in questa città? Non  mi capacitavo proprio di come fosse stato possibile sradicare dalla terra africana simili capolavori. La mia curiosità era insaziabile: in quella seconda visita ricordo che fui particolarmente attratta dalla pietra, ero avvezza a vedere enormi blocchi di marmo correre sulle lizze delle Apuane, a sbirciare tra le botteghe dove i massi erano riquadrati , segati, sbozzati per gli studi degli scultori.
Alla pietra polita delle nobili statue egizie, dunque, dedicai particolare attenzione: accarezzavo fugacemente le loro basi e mi pareva che la porosa arenaria restituisse tutto il calore del clima dell’Egitto, il profumo della sabbia e la vivacità del folklore locale, mentre il granito rosa, che ben conoscevo, mi inondava di un’acre odore d’incenso, e il nero e liscio basalto mi  ispirava rigorosa venerazione. La pietra rivestì per me una particolare importanza, era una superficie  densa di informazioni, vibrante, viva.

Fortitudo mea in rota recita il motto della mia città, Carrara, il cui simbolo è una ruota, la ruota dei carri, quelli adibiti al trasporto del marmo, appunto. La forza è lo sforzo della ripetizione, ruotare incessantemente, in basso,in alto … 

Maria Stella Mazzanti

Comments»

1. pendenti con forme particolari - 17 June 2016

Hello, all the time i used to check blog posts here in the early hours in the break of day, because i enjoy to
find out more and more.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: